Nel lavoro agile e ibrido, una delle criticità emergenti riguarda la sovrapposizione degli strumenti utilizzati per la vita privata e per l’attività lavorativa. Smartphone, computer portatili, tablet e piattaforme digitali vengono spesso impiegati indistintamente per comunicazioni personali, organizzazione familiare e lavoro. Questa compenetrazione rende più difficile distinguere quando si sta lavorando e quando si è nel tempo di vita, contribuendo a una percezione di continuità permanente dell’attività lavorativa. Il dispositivo digitale diventa così un ambiente di lavoro portatile, sempre accessibile e sempre presente.
Dal punto di vista del rischio, la sovrapposizione degli strumenti può comportare:
- un aumento dell’esposizione ai videoterminali e quindi dei rischi ergonomici e visivi;
- una maggiore difficoltà di disconnessione mentale dal lavoro;
- interferenze tra compiti lavorativi e personali, con incremento del carico cognitivo;
- un’alterazione dei tempi di recupero e di riposo.
In assenza di una separazione funzionale tra strumenti di lavoro e strumenti personali, il lavoratore può trovarsi a gestire flussi informativi continui, che si sommano e si sovrappongono, riducendo la capacità di concentrazione e aumentando il rischio di affaticamento mentale.
La prevenzione passa attraverso scelte organizzative e individuali, come:
- la definizione di strumenti dedicati al lavoro;
- l’uso consapevole dei dispositivi digitali;
- la pianificazione dei tempi di utilizzo;
- il rispetto dei tempi di pausa e di disconnessione.